Meetup Amici di Beppe Grillo – Scalea incontra Francesca Menichino (M5S)

Domenica si è tenuto l’incontro del meetup Amici di Beppe Grillo di Scalea a cui ha partecipato il consigliere comunale, di Amantea Francesca Menichino (M5S).

Durante l’incontro si è parlato del percorso intrapreso dal meetup  per la stesura di un programma condiviso con i cittadini, iniziato ad Agosto2015.  Siamo partiti dagli incontri in piazza Cimalonga proseguendo con il banchetto presso Piazza Caloprese conclusosi con la pubblicazione del programma sul sito www.scalea5stelle.it

Si è parlato di quelli che sono i risultati e riscontri avuti in questi mesi, ma soprattutto della voglia di provare a cambiare Scalea partendo dal basso.

L’incontro è stato anche occasione di informazione e di racconto di quella che è la realtà di un Consigliere Comunale M5S. Si è proseguito con le esperienze vissute e di quanto sia facile scontrarsi con una mentalità radicata in chi fa politica di professione.

L’idea più diffusa tra tutti i partecipanti è stata comunque quella di non aver ancora finito e di voler continuare a lavorare ancora più duramente per portare quella nota di cambiamento nel territorio comunale che già da troppi anni viene calpestato.

Resta inteso che gli incontri e il banchetto non sono conclusi e nuove iniziative arriveranno a breve. Il Nostro compito e quello di stare tra la gente a raccogliere idee, suggerimenti, proposte e denunce.

In merito ad alcune notizie apparse sui quotidiani desideriamo precisare la nostra indipendenza dalle associazioni politiche presenti sul territorio. Renato Bruno

Proposta gestione razionale randagismo canino sul territorio comunale di Scalea

Scalea, 16 novembre 2015

Oggetto: proposta gestione razionale randagismo canino sul territorio comunale di Scalea

Gentili membri del Meetup Amici di Beppe Grillo,

la sottoscritta Rescignano Ilenia, Medico Veterinario, avendo da molti anni notato la gravità della situazione del randagismo canino nel Comune in oggetto ed il totale disinteresse delle autorità preposte alla gestione del fenomeno, nonostante le numerose segnalazioni e richieste sia dei residenti che dei turisti, propone un programma di gestione razionale dei cani vaganti sul territorio, in conformità con le leggi vigenti:

  1. individuazione e cattura dei cani malati, delle gestanti e di cani pericolosi o aggressivi, per la consegna al canile sanitario che procederà poi secondo normativa. Ricordo che i cani randagi sono vettori di malattie trasmissibili all’uomo anche gravi e che le norme e la morale impongono che vengano curati da Veterinari pubblici, che hanno appunto questo scopo. Voglio inoltre ricordare che in Italia è vietato dal 1991 abbattere i cani in canile, come specificato nel documento ministeriale allegato;

  2. identificazione attraverso microchip sottocutaneo dei cani sani e tranquilli vaganti sul territorio, attuando la politica del “cane di quartiere”, prevista dalla legge regionale. Tale norma prevede che vengano sterilizzati sia i maschi che le femmine in età fertile, ad opera dell’ASL di competenza, prima della re-immissione sul territorio, onde evitare la crescita esponenziale del numero dei cani vaganti. La sottoscritta consiglia anche di dotare i cani di quartiere di collare facilmente identificabile per il riconoscimento e ricorda che i cani vaganti senza microchip sono (per legge) di proprietà del Sindaco, che risponde di ogni problema (morsicature, malattie, incidenti, ecc…);

  3. individuazione ed iscrizione ad un registro comunale di volontari che daranno la disponibilità a nutrire e controllare lo stato di salute dei cani di quartiere, avvisando l’ASL qualora insorgano malattie che potrebbero essere pericolose per la pubblica salute. Parallelamente è necessario scoraggiare con sanzioni i cittadini o i turisti che gettano in strada rifiuti o che lasciano cibo per i randagi su suolo pubblico senza autorizzazione, in quanto questo favorisce l’aumento del randagismo;

  4. controllare regolarmente la presenza dell’identificativo ISO sottocutaneo nei cani di proprietà, condotti al guinzaglio o tenuti in casa, onde evitare che gli stessi vengano abbandonati sul territorio senza che si possa risalire al proprietario, fenomeno che nel Comune di Scalea aumenta esponenzialmente durante la stagione turistica.

Vorrei inoltre ricordare che i cani randagi vanno ad elemosinare cibo presso i locali pubblici, aprono le buste dell’immondizia spargendone il contenuto, inseguono le biciclette ecc…, creando un forte danno di immagine per una località che fonda la propria economia sul turismo. I villeggianti si lamentano da molti anni dell’incuria dimostrata dal Comune nella gestione di un fenomeno di così forte interesse pubblico, considerata la grande sensibilità che sta sorgendo negli ultimi decenni nei confronti dei cani.